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26.7.2022 – L’INTERESSE AL RICORSO A SOLI FINI RISARCITORI  (CdS, Ad. Plen., 13.7.2022 n. 8)

26.7.2022 – L’INTERESSE AL RICORSO A SOLI FINI RISARCITORI  (CdS, Ad. Plen., 13.7.2022 n. 8)

Con la sentenza in oggetto, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato torna a occuparsi della tematica delle condizioni dell’azione.

Oggetto di interpretazione, in particolare, è l’art. 34, comma 3, D. Lgs. 104/2010, a mente del quale “… quando, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l’illegittimità dell’atto se sussiste l’interesse ai fini risarcitori …”.

La pronuncia risolve il contrasto sorto, nello specifico, sulle modalità mediante le quali debba essere manifestato il perdurante interesse all’accertamento dell’illegittimità dell’atto impugnato, sebbene ai soli fini risarcitori: se sia, dunque, sufficiente la dichiarazione dell’interessato di voler proporre in futuro una domanda risarcitoria o se, viceversa, sia necessaria l’allegazione dei presupposti e degli elementi costitutivi di tale futura domanda.

Muovendo da considerazioni basate sul tenore testuale e sul contenuto letterale delle norme del Codice del Processo Amministrativo, l’Adunanza Plenaria aderisce al primo orientamento sopracitato.

Per procedersi all’accertamento dell’illegittimità dell’atto ai sensi dell’art. 34, comma 3, D. Lgs. 104/2010 è, infatti, sufficiente dedurre di avervi interesse a fini risarcitori, mediante dichiarazione da rendersi nelle forme e nei termini previsti dal successivo art. 73 (ossia, nei termini previsti per il deposito di documenti, memorie e repliche in vista della pubblica udienza).

Ne consegue, pertanto, che la parte non è tenuta a specificare i presupposti dell’eventuale   domanda risarcitoria; ciò, anche in considerazione del fatto che tale domanda non deve essere necessariamente proposta nel medesimo giudizio di impugnazione.

Sotto altro profilo, l’Adunanza Plenaria chiarisce che, una volta manifestato l’interesse risarcitorio, il giudice deve limitarsi ad accertare se l’atto impugnato sia o meno legittimo, come avrebbe fatto in caso di permanente procedibilità dell’azione di annullamento, mentre gli è precluso pronunciarsi su una questione, in ipotesi, assorbente della fattispecie risarcitoria, poiché la stessa sarà oggetto di eventuale successiva domanda.

Anche in questa occasione, l’attività nomofilattica dell’Adunanza Plenaria sulla tematica delle condizioni dell’azione trova terreno fertile in fattispecie afferenti alla materia urbanistico edilizia; meno di un anno fa, infatti, è intervenuta un’altra importante pronuncia in materia di legittimazione ad impugnare, interesse al ricorso e criterio della cd. <<vicinitas>> (CdS, Ad. Plen., 9.12.2021 n. 22).